Un anno fa, come autoricompensa di quella fatica che è stato l'esame di maturità, mi sono regalata (accumulando i soldi necessari un po' per giorno) un viaggio alla scoperta di Marrakech, città mistica e altamente ipnotica, un crogiolo di contraddizioni della quale chiunque è così fortunato da poterne ammirare le bellezze ne rimane irremediabilmente innamorato... Questo viaggio è stato il più possibile "on the road", nel senso che abbiamo cercato, non solo di osservare, ma di vivere in prima persona la vita magrebina. Per questo è fondamentale non soggiornare in alberghi per occidentali o peggio ancora in quei villaggi falsi e plastificati, ma in rihad (simili a pensioni a conduzione famigliare) rigorosamente low cost; allo stesso modo è stato importante non vedere solo i luoghi consigliati dalle guide (che sono comunque imperdibili) ma concedersi il lusso di perdersi per la medina (la parte più vecchia della città) e fare delle escursioni nei dintorni...ma sopra ogni cosa fermarsi a parlare con la gente del luogo. La maggior parte degli abitanti di Marrakech sono molto solari e socievoli, noi abbiamo avuto il piacere di conoscere molta gente, ma abbiamo stretto amicizia in particolare con due ragazzi che gestiscono un piccolo negozio molto caratteristico e che fin dalla prima volta si sono mostrati molto ospitali e simpatici;nel giro di un paio di giorni era diventata poi un'abitudine prendere il celeberrimo té alla menta (che i marocchini chiamano scherzosamente "il whisky marocchino") con loro e parlare a lungo delle somiglianze e differenze delle nostre culture... quei pochi giorni che ho potuto passare immersa nella magia, nei profumi, nei colori e nei suoni di una cultura così diversa dalla nostra ma così mediterraneamente vicina a noi mi ha arricchito in modo indescrivibile e mi ha insegnato come sia importante conoscere tutte le realtà di cui è fatto il mondo in cui viviamo in prima persona, in maniera vera, magari passando un po' di tempo a parlare e a sorseggiare tè con persone che troppo spesso la società, i politici, i me
dia non so, vogliono farci vivere come un pericolo...
domenica 26 ottobre 2008
lunedì 20 ottobre 2008
Perché Bron-Yr-Aur...

Bron-Yr-Aur...è il nome del magico paesino del nord Galles (regione della Snowdonia) dove sono nate alcune delle più belle canzoni dei Led Zeppelin ovvero il più grande e geniale gruppo hard rock della storia...questo luogo simboleggiò, per Plant e Page in particolare, il luogo del contatto e della simbiosi con la Natura; Jimmy Page, per esempio, commentando la cover del quarto album dei Led Zeppelin (senza titolo ma spesso indicato come Four Symbols o Zo-So)ha detto "Il vecchio raffigurato in copertina è un uomo in armonia con la Natura. Lui porta delle fascine di legna, prendendo dalla Natura ciò che poi restituisce. Il suo è un ciclo naturale...ma la capanna dove abitava non c'è più e oggi lui è costretto in orrendi ghetti ai margini della città, luoghi orribili..."
Ecco da dove viene il nome del mio blog... riassume la mia grande passione per i Led Zep,e più in generale per la musica anni '60-'70 rock e blues, ma anche l'amore per la Natura e tutti i doni che ogni giorno ci offre...
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